ATTREZZATURE

Con il termine "attrezzature" si fa riferimento a tutte quelle strutture che vengono create, progettate, disegnate e realizzate con il fine di alloggiarvi i pezzi da lavorare e che per tale ragione necessitano di un noto collocamento nello spazio all'interno della macchina utensile, perfettamente riconoscibile e definito "Zero Pezzo", oltre che con l'altro fine di ritenere i pezzi, bloccandoli senza predeformarli, affinché possano sopportare, in assenza di vibrazioni, le forze di taglio generate dagli utensili.
METODOLOGIA DI LAVORO La nostra attività consiste nello STUDIO, nella PROGETTAZIONE e nella COSTRUZIONE di attrezzature convenzionali ed avanzate, ad azionamento manuale o fluidodinamico. Le modalità di approccio allo studio e alla progettazione sono le seguenti: MODALITÀ ANALITICHE TESE A IDENTIFICARE:
1. i bisogni e le attese del Cliente;
2. le caratteristiche geometriche e dimensionali del prodotto, la sua vita attesa e il volume da processare;
3. l'ordine di grandezza dell'investimento conveniente;
4. la struttura del ciclo di lavorazione, lo stato e la variabilità dei pezzi grezzi e semilavorati. MODALITÀ CONCETTUALI DI RIFERIMENTO:
semplicità, affidabilità, convertibilità, facilità manutentiva, predisposizione ai miglioramenti, anti-errore, minimizzazione delle prese, precisione e ripetibilità di posizionamento, indeformabilità dei pezzi. Al fine di fornire un prodotto affidabile e tecnologicamente avanzato, utilizziamo i seguenti MEZZI EVOLUTIVI RICORRENTI:
Sistemi irrigiditori, elettrovalvole con sequenza di azionamento, controllo costante della pressione nel fluido, serbatoi di accumulo, monitoraggio della presenza e del corretto posizionamento del pezzo con dispositivi PEL e Strenght Gauge, memorizzazione sui pallet degli stadi evolutivi del ciclo di lavoro.   PANORAMA DEL MERCATO È indispensabile rilevare quanto concettualmente differenti siano le attrezzature oggi necessarie rispetto a quelle del passato. Lo scenario attuale delle produzioni, infatti, si presenta con nuove esigenze che occorre fronteggiare:
1. bassa quantità dei lotti dei pezzi e scarsa ripetibilità con conseguenti frequenti attività di setup;
2. occupazione da parte di ogni attrezzatura di un posto pallet, che incide sia su macchine a tavola singola o doppia, che su quelle dotate di pallettizzatori a margherita o FMS;
3. necessità di ricoprire i turni di lavoro non presidiati, massimizzando il numero dei pezzi collocati su ogni attrezzatura;
4. presenza sempre più massiccia di particolari pressofusi o fusi in conchiglia, caratterizzati spesso da pareti sottili e da parti da non ripassare con gli utensili perché già finite a disegno;
5. presenza di pezzi fusi tradizionalmente, talvolta a parità di codice, con modelli diversi;
6. problemi che impongono di minimizzare il numero delle prese del pezzo;
7. prodotti che abbisognano di soluzioni a basso costo, altri di attrezzature complesse e sofisticate;
8. presenza di sistemi di automazione per i quali occorrono adeguate soluzioni differenti da quelle proponibili con l'apporto dell'operatore umano.
Le macchine utensili da attrezzare hanno un'imponente escursione tipologica, variando dai torni mono-mandrino a quelli dotati di molteplici assi contemporanei, dai centri di lavoro ad asse verticale a quelli ad asse orizzontale e ad asse variabile. Le industrie presentano uno spettro variegato riferito ai prodotti trattati, alla loro caratura e collocazione sul mercato. È facilmente deducibile, da quanto detto, il livello di esperienza e di specializzazione al quale dover ricorrere.